Leica Elmarit 24mm F/2.8 v2 E60

  • Order nos. – 11221 without ROM, 11257 ROM possible cam-3 only, 11331 with ROM
  • Production era – 1974-2006 < 20,200 lenses
  • Manufacturer – Minolta/Leica v1 , Leica v2
  • Variants – 1974-1990 without ROM, 1990-1996 ROM possible, 1996-2006 with ROM
  • Number of lenses /groups – 9 / 7
  • F stop range – f/2.8 – f/22
  • Closest focusing distance – 30 cm / 11.81 in
  • Angle of view diagonal – 84 degrees
  • Filter type – Series 8 oppure E60mm dalla versione 2
  • Accessories – Hood: 12506 or 12523; Front cap: 14184 or 14290
  • Dimension length x diameter – 48.5 x 67 mm / 1.91 x 2.64 in
  • Weight – 420 g /0.93 lb
  • Inscription – ELMARIT-R 1:2.8/24 LEITZ WETZLAR 3XXXXXX
    ELMARIT-R 1:2.8/24 E60 3XXXXXX LEICA

Leica per ottimizzare i costi e per semplificare il proprio ciclo produttivo si è affidata in varie occasioni ad altri eccellenti e famosi marchi per produrre focali nelle quali non voleva o poteva cimentarsi.

Così Zeiss, Schneider Kreuznach, Minolta e Sigma hanno prodotto per Leica varie lenti e schemi ottici sia nella montatura M/CL , sia in quella R. Questo è il caso del 24mm Elmarit F 2.8 prima versione il cui schema ottico fu calcolato da Minolta che fornì i vetri a Leica che assemblò il nocciolo ottico e li racchiuse nei loro inconfondibili cilindri di metallo nero col bollino rosso.. Non fu un’operazione indolore e per i leicisti duri e puri questi matrimoni interrazziali furono come un tradimento , più per una questione di orgoglio che nella pratica dal momento che Minolta nel 1974 era uno dei più grandi e affidabili produttori di Lenti del mondo , in grado di brevettare miscele segrete e trattamenti innovativi invidiati e rincorsi dall’intera schiera di grandi marchi nel panorama della fotografia mondiale, senza contare il fatto che fu la prima casa produttrice di macchine fotografiche a introdurre l’autofocus all’interno di un corpo macchina andato in produzione….

Naturalmente Leica non è che sbandierasse la collaborazione con Minolta nei suoi depliant ma nonostante tutto non fece nulla per crearsi un progetto R da 24mm totalmente fatto in casa per molti e molti anni… almeno fin quando non fu costretta proprio da Minolta che per vicissitudini non ben chiare non riuscì o non volle più fornire i vetri , sui quali pendeva un brevetto e un processo di produzione che non si poteva cedere certo ad una concorrente tra l’altro proprio in quel periodo di grande sviluppo e concorrenza che nei decenni successivi portò anche al fallimento della stessa casa nipponica e più precisamente durante l’avvento del digitale tra il 2003 e il 2006 ….

Come detto su questa lente vi è una sorta di insabbiamento, volutamente si è cercato di nascondere il peccato originale della prima versione con vetri forniti direttamente dalla casa giapponese…. quindi quando Minolta non fornì più i vetri per l’assemblaggio del nocciolo ottico e visto che questo modello doveva rimanere e rimase in produzione dal 1974 fino al 2005, e cioè per 31 anni , Leica decise giocoforza di produrseli da sola adattando lo schema ottico Minolta alle diverse miscele con piccole variazioni e sostituendo alcuni trattamenti antiriflesso ma non discostandosi dallo schema originale che prevedeva sempre l’innovativo elemento flottante che aiutava la correzione delle distorsioni alle brevi distanze .

A questo punto i vetri prodotti in Germania e l’assemblaggio a Wetzlar lo rendendono effettivamente made in Germany al 100% , riportando la dicitura E60 sulla filettatura della lente frontale e divenendo a tutti gli effetti una versione 2. Cosa fare a questo punto?

Si dovrà informare la clientela di questo pedigree finalmente riconquistato? Si preferì tacere e così come non fu sponsorizzata la collaborazione con Minolta, nemmeno fu dichiarata la nuova produzione totale in Germania nella versione finale…

Per decenni il 24mm R è stato un compagno fedele dei fotografi paesaggisti che necessitavano di quell’angolo di campo che è una via di mezzo tra il classico 28mm e l’estremo 19mm e 21mm , che tra l’altro è un’altra collaborazione esterna ad opera questa volta di Schneider-Kreuznach. La particolare focale di 24mm è anche molto apprezzata dai fotografi reportagisti che le riservano volentieri un posticino nella borsa data la sua compattezza e affidabilità.

Gli anni passano e questa lente si è guadagnata un posto nei corredi dei cineoperatori di tutto il mondo che usano Leica per il suo look vintage e la qualità generale dei prodotti. La focale da 24mm rimane una delle più gettonate nelle scene in cui l’operatore si deve avvicinare molto al soggetto ed entrare nel vivo dell’azione… così dopo il 19mm , la focale 24mm è la scelta preferita. Leggendo qua e là tra i vari forum le motivazioni che spingono i cineasti ad usare le lenti Leica sembrano legate non tanto alla estrema nitidezza ma più che altro alle tonalità e anche a quelle che potrebbero essere giudicate dei difetti per i fotografi che ricercano solo la perfezione dell’immagine , vale a dire la risposta al sole diretto, i flare che sui controluce creano un fantastico effetto scenico , con la scomposizione dell’intero schema ottico sul fotogramma dalle mille sfumature di colore dei trattamenti antiriflesso di ogni lente lungo la diagonale prodotta dalla luce del sole.

Questo avviene con imbarazzante naturalezza sul 24mm R elmarit , così come sul 19mm R v1 e v2 nonostante il paraluce abbondante e senza la presenza di filtri.

Anche le aberrazioni ai lati del fotogramma sono presenti sui moderni sensori digitali, ma come dico sempre , se si riescono a correggere in postproduzione senza creare effetti collaterali , non sono da considerarsi un difetto e così è.

Basta crearsi un preset in Lightroom e tutto viene corretto ed eliminato senza problemi.

Se dovessi fare un paragone direi che come resa cromatica la trovo simile al 28mm elmarit v1, con tonalità tendendenti al neutro/freddo , così come la nitidezza generale è molto simile e in linea al 28mm V1 R .

Il 28mm R v2 è decisamente più performante sotto ogni punto di vista , direi irraggiungibile da ogni grandangolo R mai prodotto e da quasi tutti i grandangoli M in casa leica , perfino su SL2.

Le prime impressioni/prove del 24 elmarit R v2 E60 su SL2.

Devo essere sincero, gli angoli di un sensore da 47mp sono delle sfide difficili da vincere…. e così anche il 24mm R v2 si prende un bel voto ma non la lode per gli angoli estremi come il 19mm v2 R e il 28mm v2 R che rimangono dei riferimenti nelle proprie focali.

Lo sfuocato lo trovo progressivo e non nervoso ma presente anche ad aperture medie se si mettono a fuoco particolari molto vicini. Si perchè questa lente riesce a mettere a fuoco anche a 30cm….. alla faccia della limitazione nei telemetri delle cugine M…. altro punto di forza nelle scene dove è necessario entrare in cotatto col soggetto….

Altre prove col sole diretto al tramonto , l’effetto dato dai flare , col leggero offuscamento dell’immagine è piacevolissimo , appunto molto cinematografico….

La grande richiesta di questa lente nel settore cinematografico ha fatto si che che il suo valore si attesti ad oggi ben oltre le mille euro per la prima versione , con punte di 1500 euro per la versione 2 E60 e 2000 euro per la versione con contatti ROM.

Molte lenti vengono acquistate per essere poi smembrate da ditte specializzate , prelevando il gruppo ottico che viene reinserito in una montatura con flangia compatibile con le più comuni apparecchiature digitali utilizzate nell’industria del cinema e vendute a prezzi da capogiro.

Seguiranno altre prove nei prossimi giorni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...