Leica SUMMILUX-SL 50 f/1.4 ASPH.

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La prima volta che presi in mano una SL col 50 summilux SL dissi: “in Leica avete perso la testa … quest’ aggeggio non lo comprerei neanche morto… “…. quanto sarei disposto a sacrificare in termini di portabilità per avere il massimo della qualità? Quanto dev’essere perfetta e qualitativamente superiore un’immagine per portarsi dietro una lente fissa 50mm da 1 kg?

… poi mi capitarono dei files di questa lente che dovevo stampare per una mostra al Leicastore di Firenze, un fotografo russo …. assolutamente un colpo di fulmine… mai visto nulla del genere… sfuocato pastoso e leggero come una nuvola… aberrazioni a tutta apertura finalmente impercettibili….colori perfetti , tridimensionalità mai vista.. e soprattutto nitidezza a F 1.4 sul punto di messa a fuoco assolutamente da primato sembra di avere a che fare con una lente MACRO …. ma siete a F1.4 …. mi son sempre detto cosa fosse passato per la testa al progettista quando ha deciso di costruire questa “arma di fine mondo “… e cominciai a desiderarlo…… montato sulla SL2 mi sono messo a valutare i pro e i contro, alcuni noti ed evidenti… AF lento ….sicuramente pesa…. sicuramente è ingombrante…. 82mm lente frontale… sapevo a cosa andavo incontro e mi son studiato ben benino il materiale che ho trovato in rete anche perchè si parla di una lente da 5000 euro…. inutile che vi dica delle sigillature anti polvere e acqua… delle lenti in vetro costosissimo a dispersione anomala e di quelle asferiche.. della costruzione internal focus e di una progettazione recentissima che sfrutta le ultime tecnologie e calcoli complicatissimi…. E’ stato costruito in quel periodo in cui spopolavano gli  Zeiss Otus 1.4  che macinavano record su record …. però sono manual focus e hanno lo stesso peso…  E’ evidente che per ottenere una immagine davvero perfetta con queste aperture massime non si può progettare una lente con elementi che siano di dimensioni compatte… è otticamente e fisicamente impossibile…. oppure si accettano dei compromessi…. è una coperta corta…. se la tiri da un lato poi ti si scoprono i piedi….. se la abbassi la pancia prende freddo… l’unica soluzione è farsi una coperta bella grande …

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… ho visto gli scatti che sono usciti…e giuro ho pensato : “questa l’ha progettata un alieno o uno che aveva un budget illimitato , oppure uno con un braccio tipo Schwarzenegger ” …. alla fine ho optato per tutte e tre le ipotesi:

l’ha progettata un alieno col budget illimitato e col braccio di Conan il barbaro che voleva dare un messaggio chiaro: questo è quello che Leica è in grado di creare senza nessun compromesso sulla qualità

tutte le foto a F 1.4 con accanto il crop 100%

 

Leica 19mm f/2.8 Elmarit-R II

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Esistono 2 versioni di questa lente, entrambe sono progettate da Walter Mandler.

La prima versione ha un fascino molto particolare e una caratteristica distorsione Mustache( con le curve di un baffo) che la rende di difficile correzione.

Va molto bene su pellicola e dona un certo effetto “cinematografico” alle scene, specialmente in controluce, con uno sfuocato e un’aurea avvolgente, quasi come fossimo dentro ad un sogno.

La resa ai bordi della prima versione sul supporto a pellicola è più che soddisfacente ma purtroppo sui bordi di un sensore digitale full frame risulta un po’ morbida.

Leica rivisitò questa lente, un po’ troppo criticata per via della sua distorsione e anche per la generosa  dimensione della lente frontale e ne progettò una seconda versione che la superava un po’ in tutto… resa dei colori, microdettaglio, contrasto e soprattutto distorsione, era sparita quella incurvatura centrale ed era anche più compatta.

La seconda versione prodotta dal 1990 al 2009  conta un numero di 5900 unità e la rende abbastanza rara nella produzione Leica. Decisi di acquistarla dopo aver visto gli scatti di un fotografo americano che aveva fotografato i parchi naturali degli Stati Uniti perchè erano così ricchi di dettagli e così perfetti anche sui bordi da far impallidire anche gli ultragrandangolari moderni.

La lente è anche dotata di un filtro rotante incastonato nello schema ottico che da la possibilità di aggiungere dei filtri colorati , utile magari per chi vuole scattare un rullino a pellicola in bianco e nero e sfruttare questa caratteristica… per chi scatta con pellicole a colori diventa inutile.

La prova sul campo con SL2

Leica  SL2 , adattatore e profilo R caricato … il risultato è davvero notevole…

apro una parentesi sulla SL2 …la cosa che mi ha fatto preferire questa alla panasonic S1R è stata la possibilità di continuare ad usare i file raw con estensione DNG che si lavorano anche con un pc non proprio recentissimo, senza particolari problemi… pensavo davvero che il pc si sdraiasse e chiedesse pietà invece se li digerisce proprio bene questi 47 mp… poi il vantaggio di riconoscere i profili delle lenti Leica R, M è una impagabile comodità.

Non avevo mai montato la lente in questione su una full frame digitale e mi sono accorto  che negli angoli molto estremi vignetta bruscamente. Questo particolare a dire il vero non si notava molto su pellicola, probabilmente perchè i telaietti della scansione o lo stesso scanner finiscono per togliere qualche millimetro all’immagine. Sul sensore della SL2 il problema che avevo erroneamente attribuito al vistoso paraluce viene fuori in maniera evidente e devo dire che è di difficile correzione con i metodi tradizionali per la correzione della vignettatura. Unica soluzione che ho trovato è quella di scalare l’immagine di un 3/4 % eliminando totalmente l’angolo estremo e correggendo i leggeri residui con il correttore vignettatura, un po’ come fa la Q2 trasformando il 24 in un 28. In questo modo si finisce per avere un 20mm circa, davvero perfetto dal punto di vista della nitidezza estrema , perdendo così qualche grado dell’angolo di campo e circa 1mm di focale. Sacrificio accettabile…

E luce fu

Le gallerie antiaeree della SMI , costruite nel 1934 per proteggere gli operai della fabbrica dai bombardamenti… 3km di tunnel sulla montagna pistoiese a Campotizzoro. La SMI è stata la più grande fabbrica-città che produceva munizioni in tutta Europa fino al 1990 … pensate che riforniva tutte le truppe NATO nel continente, perfino le leggendarie pallottole full metal jacket venivano prodotte qui…. Anche il proiettile che uccise JFK era purtroppo prodotto dalla SMI che custodisce ancora il fucile dell’assassino del Presidente Kennedy perchè fu spedito per una perizia balistica e mai ritirato dalla CIA. …..anche questa una realtà italiana comprata dai tedeschi e smantellata dopo aver trasferito la produzione in Germania rendendo questo stabilimento un relitto in disfacimento costante….. sopravvive solo il museo grazie all’impegno di alcuni volontari….

In questi scatti ho usato la SL2  e il 19mm R v2 , iso da 200 a 1600, tempi da 1/4 sec a 2 secondi , mano libera tutto a F8 iperfocale (si mette diaframma 8 e il simbolo infinito sull’8 e siete a fuoco da 70cm a infinito).

Nelle gallerie, anche se sembra giorno, era buio pesto, con una illuminazione mista incandescenza/neon … credo che lo stabilizzatore sia veramente fondamentale in alcune situazioni e sia il vero passo avanti tecnologico che fa la differenza in questi ultimi 3/4 anni. Si riesce a scattare anche a 2 secondi a mano libera… che quando riguardavo gli scatti tra me e me mi pareva impossibile… SL2 davvero NO LIMITS

Le Crete senesi e il 19R v2

Ho portato l’accoppiata SL2 e 19mm R anche sulle colline della mia amata Toscana…. e qui se ne son viste delle belle…

La nitidezza, il microdettaglio, la saturazione dei colori, la corposità dei particolari ancora una volta superano ogni aspettativa . Siamo di fronte ad una lente con una resa semplicemente meravigliosa con dei colori vivaci ma non urlati come le recenti produzioni . Non la toglieresti mai…

una versione in bianco e nero che mi ricorda la resa della Monochrom che ho posseduto per un paio di anni. In realtà sulla monochrom montavo il Super Elmar 18 con buoni risultati. L’impressione è che il 19mm R v2 sui diaframmi che vanno da 5.6 a 8 sia ancora più nitido ai bordi e soprattutto al centro del cugino M da 18mm.L1010864-Modifica

Mentre con la maggior parte degli ultragrandangolari si ha la sensazione che l’intera scena sia spiaccicata su un foglio questa lente ha una certa facilità nel rendere tridimensionali i piccoli oggetti , così foglie, aghi di pino, terreni sconnessi prendono forma.

Non ricordo di aver trovato in altre lenti un effetto così marcato e in combinazione allo straordinario sensore della SL2 i dettagli sono straordinari.

infine uno scatto con la R8 e la pellicola Kodak color plus 200 dove si può notare il tallone d’Achille di questa lente nei controluce con la luce leggermente inclinata, il flare color magenta.

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conclusioni

Se riuscite a trovare il 19 R versione 2 e avete una SL o una SL2 prendetelo senza troppi tentennamenti… sul mercato dell’usato conserva ancora delle quotazioni molto alte , dai 2000 euro in sù ma diventerete uno dei 5900 possessori di qualcosa di eterno…. perchè su queste lenti non c’è nulla di elettronico…. meno elettronica meno rischi di guasti…

Al di là di piccoli difettucci in parte correggibili o evitabili come la vignettatura sull’estremità degli angoli e i flare in controluce, questa lente ha una resa leggendaria che supera senza problemi il test dei 47mp.

Il fatto che sia una lente a fuoco manuale in realtà lo considero un vantaggio perchè una lente autofocus ultragrandangolare tende a lasciare fuori dalla zona a fuoco gli angoli basandosi prevalentemente sul centro della scena. Con l’ausilio del focus peaking invece si ha una messa a fuoco millimetrica sui primi piani fino agli angoli estremi che vengono evidenziati… non si può chiedere di meglio per queste focali.

 

Leica MR Telyt 500 F8 CATADIOTTRICO

Ho recentemente provato la SL2 con questa lente , purtroppo con questa focale e le temperature che ho trovato la foto risente molto del riverbero e l’aria calda che sale fa perdere molto micro-dettaglio in lontananza. Rimane però una lente assolutamente straordinaria in grado di creare geometrie ed effetti ottici molto interessanti. Difficile però che si riesca a sfruttare tutta la risoluzione del sensore da 47 mp. Probabilmente il 24mp della SL sarebbe già più che sufficiente. Rimane però di straordinaria utilità la possibilità di avere un 500mm stabilizzato in 12.5cm di lunghezza.

… mi son detto adesso metterò in crisi lo stabilizzatore della SL2  col 500 TELYT F8 a mano libera…. Per dirvi normalmente col 500mm senza cavalletto è da pazzi…se blocchi il respiro e appoggi il peso del corpo e dell’ottica con i bracci sul torace per rendere più stabile l’accoppiata anche il battito cardiaco fa muovere l’immagine su e giù tipo oblò in tempesta e se ingrandisci per migliorare la messa a fuoco nel mirino pare ci sia una centrifuga a 1000 giri dentro…. 1/250 sec roba da ragazzi… 1/160 sec regge sempre… 1/125 sec 4 su 5 , 1/80 sec. 3 su 4 … 1/50 sec. 2 su 3… insomma è finita che il culo me lo ha fatto a me… questo coso regge anche 1/50 sec a 500mm  ….Se producono una CL2 con lo stabilizzatore sarà dura batterla….

Con Leica CL, mano libera si hanno invece 750mm equivalenti. Per chi non lo sapesse i catadiottrici(a meno di qualche eccezione) hanno un solo diaframma, in questo caso F8 . Tempi di sicurezza sarebbe opportuno rimanessero senza stabilizzatore attorno a 1/1000 sec.
Col digitale mirrorless è possibile ridare vita a queste lenti particolarissime che necessitano di una messa a fuoco millimetrica e possibilità di salire con gli iso. La particolarità che salta subito agli occhi è il caratteristico bokeh a ciambellina dovuto alla parte centrale della lente frontale che contiene uno specchio che serve per far rimbalzare l’immagine e la quasi assenza di aberrazioni e purple fringing.